Comune di Camino al Tagliamento

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Storia

L'origine storica del territorio Comunale di Camino al Tagliamento si trova molto probabilmente nell'area di Pieve di Rosa, nota dal punto di vista archeologico per la presenza di un miliare che risale alla via "PER COMPENDIUM", costruita probabilmente attorno al 2-1 sec. A.C., che collegava direttamente la colonia Romana Iulia Concordia con i paesi Norici, in modo da evitare il passaggio per Aquileia.

Rilievi effettuati nel luglio ’97 dall’Università di Trieste hanno accertato la presenza di diversi frammenti ceramici appartenenti all’era protostorica, genericamente inquadrati tra il Bronzo medio ed il Bronzo recente , verosimilmente indizio della presenza di un’area di frequentazione tuttora imprecisabile quanto ad estensione e funzione antecedente all’impero Romano.

Evidente è l’importanza logistica di <stong>Rosa in epoca Romana e Medievale, poiché l’arteria stradale (per Compendium) che da Concordia, passando per Cintello (località ad est di Portogruaro) e Cordovado, raggiungeva il corso del Tagliamento ed oltre a questo la pieve in questione. Rosa era quindi considerata "posta stradale" e punto di sosta e di ristoro per i numerosi che attraversavano il fiume; è facile quindi dedurre che il costante flusso di uomini e merci interessava direttamente l’intero territorio di Camino, itinerario costante della "per Compendium" per un lungo periodo di tempo, come testimoniato dal miliare datato tra il 293 e il 305 d.c ., che attesta un successivo restauro dell’arteria stradale. Tale movimento incentivò una crescente presenza di nuclei insediativi in questi luoghi, favoriti da un terreno idrograficamente favorevole.</stong>

Il rapporto con il Tagliamento è stato un filo conduttore nella storia di Rosa e della restante area oggi appartenente al Comune di Camino al Tagliamento; non si è trattato esclusivamente di inondazioni, straripamenti o distruzioni, ma del cambiamento della posizione del fiume nel corso dei secoli, che tuttavia ha lasciato immutata la sua peculiarità essenziale, ovvero la biforcazione. Infatti il corso era unico fino a Pieve di Rosa, per poi dividersi in due rami che sfociavano nelle lagune altoadriatiche; Ciò ribadisce la posizione ideale di Rosa, punto cruciale nel guadare le acque senza dover attraversare un doppio corso d’acqua.

Dall’antichità al Medioevo, sino alla storia recente, il volto economico di questo territorio è basato esclusivamente sulle pratiche agrarie, indirizzate ad un paesaggio antropico caratterizzato da modeste case di agricoltori ,raggruppate a piccoli gruppi circondati da campi coltivati. Quest’isolamento veniva saltuariamente interrotto dalle voci che arrivavano dalla grande strada, considerata “corriere di manufatti” e notizie provenienti dal mondo esterno. Ed è proprio dal caratteristico tracciato stradale che trae origine il nome Camino, come testimoniato da rapide indagini comparate.

L’appellativo risale al periodo tardo imperiale e Medievale , cosi’ come San Vidotto e Rosa, entrambi Medievali. A precedenti insediamenti dell’età Romana conducono Bugnins e probabilmente Glaunicco, per il quale è indecisa la provenienza Slava, cosi’ come per Straccis, toponimo comune dell’area Goriziana, e Gorizzo, forma diminutiva da Slavo Goriz(a), ovvero collina.

La ragione storica di tale sovrapposizione toponomastica è ricercabile dietro l’avanzata ed il ritiro del fiume nel corso dei secoli, che di conseguenza causò il regresso o progresso del coltivo, successivamente al quale corrisposero iniziative insediative delle comunità locali, affiancate , rinforzate o sostituite ( laddove si erano creati degli spazi vuoti o se ne volevano creare di nuovi) , da gruppi di altra provenienza , in particolar modo comunità Slave, omogeneamente distribuite ben oltre le rive e i greti del corso d’acqua , come testimoniato da incontrovertibili prove archeologiche, nel caso di Pordenone, e da presenze d’altro genere nel comprensorio Sestese-Sanvitese, ed oltre il Livenza, nella Trevigiana.